sabato 23 febbraio 2013

IL LAVORO E LE SUE STORIE : "La Mobilità" di Luca Piscaglia


Cari lettori di MONDO HR, la difficoltà nello stare al passo con la normativa del lavoro e nel contempo renderla di immediata comprensione è diventato sempre più difficile per tutti, soprattutto per coloro che quotidianamente sono impegnati a districarsi tra importanti decisioni aziendali ed economiche, impatto delle decisioni verso i propri collaboratori, pianificazioni strategiche a medio lungo termine. 

E' così che uno dei più stimati Consulenti del Lavoro, ha deciso di approcciare a questo problema cercando di rendere ancor più comprensibili determinati contesti e le possibili soluzioni organizzative e normative, scrivendo brevi racconti estremamente realistici ed adattabili al contesto della PMI: realtà che in questo momento sta soffrendo più di ogni altra.

Nel primo racconto affronta così il tema della "Mobilità" ...

"Giovanni era da qualche mese che era preoccupato. Le vendite non andavano come lui voleva e il suo calzaturificio soffriva. Il mercato italiano era un disastro: le vendite erano veramente calate di tanto e quel poco che si vendeva si portava dietro delle grandi difficoltà di riscossione.

Aveva dovuto rinunciare a qualche cliente perché proprio non pagava più. Prometteva di pagare ma ormai era due stagioni che non pagava. Non poteva continuare a spedire calzature ad uno che non paga. Reggeva l’estero ma da solo non bastava.
Negli ultimi due anni ormai aveva consumato tutta la Cassa Integrazione Guadagni: infatti gli avevano detto che l’azienda  aveva a disposizione al massimo 52 settimane negli ultimi due anni. Purtroppo erano arrivati in fondo e per tutti il lavoro non c’era più.Anche i bilanci aziendali non erano stati fantastici.
Era arrivato alla decisione finale di dover lasciare a casa qualche persona per ristabilire quella marginalità che serviva per sopravvivere. Il suo pensiero andava ad Antonio: era con lui da 38 anni e gli mancava veramente poco per andare in pensione. Neanche due anni. Ma negli ultimi anni aveva contratto un problema di salute che lo aveva tenuto in malattia tanto.Antonio lavorava assieme a Sergio che era molto più giovane ed efficiente. Giovanni non sapeva proprio chi scegliere.

La logica diceva che per l’azienda era meglio tenere Sergio ma il cuore non riusciva a pensare ad Antonio senza retribuzione e senza contributi per due anni. Finalmente si decide a va dal suo Consulente del Lavoro e si confida. Al ritorno in azienda è più tranquillo. Il consulente del lavoro gli ha spiegato che Antonio può godere della mobilità per tre anni. Non prenderà tantissimo ma qualcosa l’INPS gli pagherà: poco più di 800 euro al mese.
Ma l’importante è che gli ultimi anni che gli mancano potrà vedersi accreditare tutti i contributi per la pensione senza avere decurtazioni. E presto andrà in pensione.
Quando Giovanni gli spiega la cosa Antonio è quasi felice.
Finalmente Antonio potrà dedicarsi alle cose che lo appassionano da sempre: il giardinaggio e la pesca.
Mentre la pesca lo fa per diletto, il giardinaggio lo farà anche per qualche famiglia e gli hanno detto che può essere pagato con dei buoni strani che l’INPS distribuisce che tutti chiamano voucher.

Alla fine non dovrà neanche dichiararli e non gli decurteranno la mobilità se resterà sotto i 3.000 euro annui.

Anche la pesca adesso è diventata più bella perché Antonio può pensare con tranquillità alla sua pensione. D’ora in avanti quello che scomparirà sarà solo il galleggiante la pensione è salva!

La mobilità … alla fine non è stata così male per Antonio".


di Luca Piscaglia 
Consulente del Lavoro

martedì 19 febbraio 2013

IL DESIDERIO DELLA FELICITA' - di Beniamino Cinti Luciani

Da un fortuito incontro, nasce la collaborazione con il Dott. Beniamino Cinti Luciani, psicologo, che in questo primo suo articolo condivide un suo particolare pensiero legato al "desiderio della felicità".

"Questo è il tempo della comunicazione, della globalizzazione ma anche di una forsennata e spaventata individualità. 

Le persone parlano, si parlano, ma non si dicono; la più grande paura è farsi vedere, essere scoperti agli occhi dell'altro. I rapporti e le parole diventano, allora, vuote e di superficie. Le persone pensano, ragionano, dirigono,controllano,gestiscono, ma non dicono quasi mai, SENTO, rinunciano a sentire per paura. Il sentire fa male, ferisce, ci rende fragili. Neutralizzare il sentire, ci isola, ci separa, ci pone alla ricerca di qualcosa che non riusciamo a trovare. Scopriamo il vuoto e l'angoscia. 

Il tentativo di colmare il vuoto ci spinge verso la ricerca del piacere e il godimento e non verso il desiderio. La grande differenza tra il desiderio e il godimento, non è più percepita. EBBENE NO, il desiderio nasce, si elabora, si definisce solo se sono in grado di rinunciare all'immediatezza della soddisfazione, solo se sò rinunciare al momento compulsivo e posso rinviarlo nel tempo, nel mio tempo di conquista. 

Il GODIMENTO è immediato, si realizza subito e senza nessuna elaborazione, è in realtà un consumo. Per questo le relazioni diventano superficiali, facilmente esauribili, insoddisfacenti e necessariamente reiterate. Il vuoto resta incolmabile. Ma nessuno può essere solo, nessuno può conoscere se stesso senza l'altro, nessuno è vivo senza gli occhi dell'altro. Ma allora quale può essere la nostra forza? La nostra risorsa? Non ho dubbi, è la FRAGILITA'! La fragilità ci spinge a cercare, a ritirarci, ci pone domande, ci orienta al confronto, a chiedere aiuto e ad avere dubbi....il dubbio è la spinta a conoscere; non ho dubbi sulla necessità del dubbio! 

Ma questo è il tempo delle finte certezze, delle diagnosi, delle definizioni e di una straordinaria capacità di fingere l'assenza del dolore o più precisamente dalla fuga da esso. Pensare che il dolore è un buon maestro è una dichiarazione che scandalizza! Eppure non possiamo evitarlo, eppure lui è con noi sempre, così come è con noi la possibilità di essere felici! Ma la felicità è fatica, è conquista di sè, è trovare senso e dare senso al nostro vivere, in ogni momento e soprattutto nel vivere l'altro con la sua diversità da noi.

Allora è possibile vivere la felicità! E' possibile amare ed essere amati....Tutto ciò ci rende vivi, ci permette di essere creativi, diversi, capaci di rinnovarci,di pensare e agire il nuovo, di consentirlo a noi e agli altri.... tutti noi abbiamo questo compito: di fare nostra la vita e di comunicarlo, di dirlo ai giovani....e dare fiducia. 

Questo è il tempo della crisi, ma è inevitabilmente anche il tempo della rinascita; mai come nelle crisi, si crea la nuova energia per andare oltre, in quell' altrove che è la materia di cui siamo fatti e non è la speranza, ma l'azione innovativa, la SCELTA". 

Beniamino Cinti Luciani
Psicologo

lunedì 18 febbraio 2013

TENNIS ed AZIENDA : la similitudine che non ti aspetti !



“La cosa migliore del tennis è che non puoi giocare con l'orologio. Non puoi andare in vantaggio e rallentare il gioco. Devi trovare un modo per concludere.” Andre Agassì

Dall'idea e progettazione di Roberto Lautizi in collaborazione con AIDP marche e con la Partnership di MONDO HR MARCHE, un evento innovativo, coinvolgente e di alto livello professionale: "Tennis ed Azienda - le similitudini che non ti aspetti"





Giovedì 28 febbraio 2013 - ORE 17,00
 CONFINDUSTRIA ANCONA


In ambito aziendale spesso si cerca un parallelo con il mondo sportivo a squadre, per trovare soluzioni condivise e per dirigere la popolazione aziendale verso un unico obiettivo che veda tutte le singole componenti coinvolte nel suo raggiungimento.
La squadra aziendale e la squadra sportiva esprimono una equivalenza che permette di trasporre situazioni ed esperienze e quindi capire le dinamiche di gruppo che sono alla base del successo.
Nella realtà ci sono però, anche molte situazioni dove è richiesta una prestazione e un confronto 1 a 1, dove il singolo uomo-professionista è di fronte singolarmente un altro uomo-professionista, (per uomo ovviamente si intende anche donna) senza che la squadra, in quella specifica situazione, possa contribuire in alcun modo, se non con un supporto morale.
Naturale in questi casi guardare al tennis: c'è una relazione 1-1, sono in ballo le singole capacità e conoscenze di ciascuno dei giocatori, così come avviene nelle situazioni aziendali quali: un commerciale e un fornitore; un collaboratore e il proprio capo; il responsabile di qualche divisione e uno antagonista, un responsabile amministrativo ed un funzionario di banca, ecc.
Nel tennis (nel singolo) si gioca “da soli” e ci si può basare solo sulle proprie forze fisiche e mentali, sulle proprie energie, sulla propria volontà e carattere, almeno nel campo da gioco, così come accade in molti aspetti della vita aziendale.


17:00 - Registrazione Partecipanti

17:20 - LUCA ROMAGNOLI e ROBERTO LAUTIZI
(Giornalista pubblicista appassionato di tennis)
(Operation e Supply Chain Manager , progettista del workshop)
Presentazione workshop e introduzione ospiti

17:35 - ENRICO CARRESCIA E PAOLO CENTOFANTI
(Presidente AIDP Marche)
(Responsabile Area Risorse Umane di Confindustria Ancona)
Saluti

17:45 - RICCARDO ZUCCARO
(Vice Presidente AIDP Marche e Coach)
STEFANO LOMBARDI
(Dir. Generale Energy Resources, Coach e Maestro di Tennis)
L’approccio mentale: in azienda come nel tennis


18:15 - STEFANO LOMBARDI
(Dir. Generale Energy Resources, Coach e Maestro di Tennis)
I consigli di un Maestro di Tennis

18:30 FRANCESCO CANCELLOTTI
(ex tennista professionista e nazionale Responsabile Tecnico Cancellotti Srl)
Testimonianza

18:45 FRANCESCO CINOTTI
(Imprenditore 3Tech Srl e giocatore amatoriale)
Testimonianza

19: 00 - MARCO MENESCHINCHERI
(ex tennista professionista, giornalista SuperTennis)
Testimonianza

19:15 - MASSIMO VITARELLI
(HR Manager MIT Spa e giocatore amatoriale)
Testimonianza

19:30 Discussione e saluti



Evento GRATUITO : l'adesione dovrà essere inviata via fax a Confindustria Ancona 071.29048357 - o via e.mail all’indirizzo lavoro@confindustria.an.it


CONFINDUSTRIA ANCONA
Via Roberto Bianchi, snc
ANCONA
tel. 071/29048270




martedì 12 febbraio 2013

DETASSAZIONE PREMI DI PRODUTTIVITA' 2013


Nasce oggi una nuova collaborazione per la rubrica "Diritto e Legislazione Sociale": grazie alla partnership con lo Studio SINTESI, pubblichiamo qui di seguito l'ultimo aggiornamento relativo alla detassazione dei premi di produttività. 

Il Consiglio dei Ministri con la sottoscrizione dell’atteso Dpcm firmato il 23 gennaio 2013, ha introdotto le novità in tema di detassazione degli elementi sulla produttività per il 2013. Il dispositivo normativo consta di soli 3 articoli nei quali vengono esposti i requisiti per poter usufruire dell’aliquota sostitutiva del 10%.
Di seguito forniamo, in estrema sintesi, i punti essenziali rimandando ulteriori approfondimenti nel momento in cui si sarà in possesso del testo ufficiale del DPCM.

LIMITI REDDITUALI: sale da 30.000,00€ a 40.000,00€ il limite di reddito annuo relativo all’anno precedente per poter usufruire della detassazione. Rimane invece invariata a € 2.500,00 la somma massima agevolabile per dipendente e per anno.

ALIQUOTA DI DETASSAZIONE: rimane invariata la cedolare secca del 10%.

REQUISITI PER LA DETASSAZIONE: viene introdotto un doppio binario a cui far riferimento per l’incentivo fiscale.

Il primo riguarderà le voci retributive individuate dai contratti collettivi che fanno riferimento ad indicatori quantitativi, di produttività, redditività ed efficienza, e innovazione.

Il secondo – come già stabilito nell’ accordo con le parti sociali sottoscritto a Novembre 2012 – prevederà una misura minima per almeno tre delle quattro aree di intervento quali:
- ridefinizione dei sistemi di orario di lavoro e della programmazione;
- introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie;
- adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie;
- attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni.

Viene escluso dalla detassazione in misura categorica il ricorso ad istituti del contratto nazionale come il lavoro straordinario e notturno che in precedenza erano considerati sufficienti per godere dell’imposta sostitutiva.

Vengono inoltre introdotte delle procedure di monitoraggio delle misure agevolative dei salari di produttività. Saranno previste delle verifiche di conformità degli accordi alla disposizioni del Dpcm e i datori di lavoro dovranno depositare alla Direzione Territoriale del Lavoro competente i contratti (ndr: di secondo livello o aziendali) entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione allegando un’autodichiarazione di conformità.
Entro il 30 Novembre 2013 le parti sociali di concerto con il Governo si dovranno incontrare al fine di verificare se il nuovo impianto normativo avrà raggiunto gli obiettivi di aumento della produttività.

LABORTRE 
"Passione per il Lavoro"

domenica 3 febbraio 2013

RISORSE UMANE & NON UMANE : Ancona 6 febbraio 2013

"Il ‘capitalismo familiare’ della Marche sembra in grado di poter superare la crisi. Secondo i dati di Confindustria di Ancona nel trimestre aprile giugno 2012 la produzione industriale ha fatto segnare un – 5.2%, ma nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni sono aumentate del 6.4%. Circa 3600 le aziende marchigiane, la maggior parte delle quali con meno di dieci dipendenti.

Per sopperire alla crisi del mercato interno molte di esse sono andate all’estero, proponendo i prodotti di punta del made in Italy. Meccanica, tessile, calzaturiero i settori di punta.” Fonte: Confindustria Ancona


L’appuntamento rappresenta un’occasione per coinvolgere e ascoltare i rappresentanti  delle imprese del territorio marchigiano. Ascolteremo dalla viva voce di Imprenditori e Manager come alcune aziende modificano le proprie pratiche per adattarsi al nuovo scenario economico. Con la consapevolezza che il percorso di ripresa non possa prescindere dalla valorizzazione del capitale umano perché “le aziende rinascono dalle persone”.
Durante la giornata di lavori, moderata da Francesco Varanini e Chiara Lupi, parleremo di:
Ricerca e Selezione
  • Sviluppo e Formazione
  • Assessment
  • Politiche retributive, benefit, compensation
  • Welfare aziendale
  • Flessibilità
  • Tecnologie
  • Outplacement

ZeisAcademy: la Zeis Excelsa apre le porte ai giovani creativi al fine di proporre un’ esperienza di vita e professionale in una grande azienda  del settore moda; una vera palestra formativa che permetterà di avviare al mondo del fashion i giovani creativi più promettenti che per un periodo di circa 6 mesi, saranno inseriti negli uffici stile dei noti brands aziendali e grazie all’affiancamento di uno staff di professionisti prenderanno attivamente parte a tutte le fasi di realizzazione di una collezione del mondo della calzatura, abbigliamento o accessori. 
Come nascono le aziende? Dalle persone e dall’idea di un imprenditore che aggrega intorno a sé team motivati a lavorare insieme. Il successo lo costruiscono le persone che condividono un progetto e superano gli individualismi per raggiungere un obiettivo comune. Quattro i capisaldi per la costruzione di un percorso di successo: la capacità di mettere ‘a sistema’ le ambizioni personali, l’assunzione di responsabilità da parte delle persone, la capacità di gestire velocemente problemi complessi e la condivisione della missione aziendale. Il leader dell’organizzazione deve essere capace di mettere a fattor comune una piattaforma culturale e tutti devono condividere un impianto valoriale. Solo così le imprese possono crescere e affrontare le sfide. Anche quelle più difficili.
Dietro la parola inglese ‘employability’ sta un’esigenza chiara, di grande attualità. Anche le persone di cui -a causa di situazioni di ristrutturazione aziendale e di andamenti di mercato- siamo costretti a favorire l’uscita, sono ricche di valore, portatrici di conoscenze. L’uscita può essere resa meno pesante e difficile se la persona è adeguatamente accompagnata nel vivere il momento di passaggio verso una nuova collocazione sul mercato del lavoro. Si può intervenire nel momento in cui la persona esce dalla nostra azienda. Ma più efficacemente ci si può preparare in anticipo, facendo opera di prevenzione, segmentando la popolazione dei dipendenti, lavorando sulle diverse professionalità, rafforzando in modo mirato le skills deboli e favorendo una migliore conoscenza del mercato del lavoro esterno e soprattutto lavorando sulla employability interna.
Le risorse umane sono il cuore pulsante dell’azienda, la quale deve pertanto premiare le giuste performance e attrarre risorse esterne con competenze necessarie al suo sviluppo e non presenti al suo interno. Le politiche di rewarding devono pertanto essere rivolte al raggiungimento di tali obiettivi, attraverso processi consistenti  a livello globale ed un costante confronto con il mercato esterno.
Investire sulle persone significa investire sulla risorsa più importante  per un’azienda orientata al servizio del cliente ed alla qualità. Investire sulle persone significa agire un base ad una visione di lungo periodo, guardando al futuro. La scelta di premiare in base ai risultati si sposa con un costante impegno in attività formative e con l’organizzazione snella, orientata al miglioramento continuo.
Il Top Management del settore GDO chiede oggi alla funzione Risorse Umane di anticipare le esigenze del business assicurando le risorse necessarie, fornendo un supporto nell’implementazione delle strategie, garantendo efficienza ed efficacia dei servizi. Per rispondere a questo bisogno la nostra azienda ha deciso di avviare la definizione di un sistema integrato di gestione e valorizzazione delle risorse umane. Obiettivo finale è quello di individuare strategie e strumenti di gestione capaci di costruire valore organizzativo e di sviluppare le persone. 
Gli ultimi anni hanno introdotto, come caratteristica di fondo nei processi evolutivi delle organizzazioni, un livello crescente di percepita incertezza per il futuro da parte dei componenti delle organizzazioni stesse a vari livelli di responsabilità. Ciò comporta un riposizionamento strategico della funzione HR per garantire il costante allineamento fra necessità organizzative ed aspettative individuali e la sfida principe è la ricerca della flessibilità ma senza perdere di vista le linee guida di supporto.

L’appuntamento rappresenta un’occasione per coinvolgere e ascoltare i rappresentanti  delle imprese del territorio marchigiano. Ascolteremo dalla viva voce di Imprenditori e Manager come alcune aziende modificano le proprie pratiche per adattarsi al nuovo scenario economico. Con la consapevolezza che il percorso di ripresa non possa prescindere dalla valorizzazione del capitale umano perché “le aziende rinascono dalle persone”.
Durante la giornata di lavori, moderata da Francesco Varanini e Chiara Lupi, parleremo di:
AGENDA
Ore 8.45 Accredito partecipanti
9.25 Benvenuto e apertura lavori
9.35 ZeisAcademy, la culla dei talenti
9.55 L’impresa nasce dalle persone
10.15 Rigenerare le persone in un’ottica di employability
10.35 Premiare le performance
10.55 La tecnologia di cui siamo più fieri la sera torna a casa
11.15 Pausa caffè
11.45 Verso la creazione di un sistema integrato di valorizzazione delle persone
12.05 Cristina Orlandi, Titolare – Pelletteria Valentino Orlandi
12.25 Intervento da definire
12.45 Le priorità per la funzione HR
13.05 Conclusione dei lavori e Pranzo a buffet

sabato 5 gennaio 2013

ALLENARE LA MENTE: 4 ABILITA' PSICOLOGICHE

Indipendentemente dal fatto che siate sportivi o no, vi consiglio di leggere quanto riportato di seguito da Eleonora Reverberi, studentessa di psicologia all'Università Cattolica di Milano.

Le 4 abilità psicologiche di base, analizzate e descritte da Eleonora possono essere considerate le più rilevanti in tutti gli sport e per tutti gli sportivi, non importa se siano agonisti, assoluti o master, ma leggendo attentamente Vi assicuro che valgono anche per un buon Manager, ogni qualvolta si prepara ad una sfida e soprattutto per coloro che quotidianamente sono gestiscono Team di lavoro.

1 - RILASSAMENTO
Questa abilità consiste nel saper trovare un modo di controllare le proprie emozioni, in particolare quelle negative, che possono impedire l’apprendimento corretto dell’azione sportiva o lo svolgimento di una buona prestazione. Molto in breve consiste nel “ritagliarsi” dei momenti di tempo durante la giornata (di solito 10 minuti, non di più) in cui l’atleta si allena a scaricare tutte le tensioni legate alla vita quotidiana o alla pressione di un evento sportivo. Possiamo riassumerla nella parola autocontrollo e spiegarla come la capacità di tenere sotto controllo i propri pensieri, l’ansia, il timore di fallire o legato alle responsabilità che hanno ad esempio gli atleti di una squadra, di far bene per vincere. Maggiore sarà il tempo dedicato all’ allenamento di questa abilità, più l’atleta sarà in grado di gestire le proprie emozioni nel momento in cui deve fornire una prestazione; questo perché questa abilità gli permette di calarsi in uno stato di rilassatezza mentale che gli permette di attivare solo il suo corpo, di concentrarsi solo sui gesti tecnici imparati in allenamento, al fine di ottenere la prestazione migliore. Equivale un pò al “mettere in stand by la mente” permettendo di convogliare tutte le energie dell’atleta sull’ azione sportiva.

2 - IMMAGINAZIONE MENTALE

Avete presente gli sciatori nei minuti che precedono la partenza? Seduti sulla panchina antistante allo start muovono gambe e braccia imitando il gesto tecnico che entro breve dovranno compiere nella discesa, ripetendo mentalmente tutte le curve, tutti i salti, tutte le minime variazioni della posizione che dovranno tenere. Ecco, l’immaginazione mentale è proprio questo: rivivere o immaginare nella mente la prestazione che si sta per effettuare (nel caso si tratti di sport che prevedono una sfida diretta, come le corse, le gare di nuoto, le discese nello sci appunto) oppure i gesti tecnici imparati in ore  e ore di allenamento (nel caso di sport di squadra o che prevedono un confronto diretto con un avversario, come nel tennis o nel golf). Immaginare i propri gesti tecnici permette al corpo di vivere l’esperienza come se fosse reale; le sensazioni che la mente invia al cervello infatti, sanno essere particolarmente verosimili, diventando un vero e proprio “pensiero del corpo”, ma in una situazione protetta, dall’avversario e dalle proprie ansie, favorendo il rilassamento mentale(aiutando l’atleta a focalizzarsi sul gesto che dovrà effettuare e non sulle aspettative di vittoria o sconfitta) e l’attivazione fisica (consentendo all’atleta di sentirsi pronto all’azione). Questo esercizio, allenato giorno dopo giorno, permette a qualsiasi atleta di aumentare la fiducia in sè e nelle proprie capacità, rimanendo concentrato sulla propria prestazione.

3 - GESTIONE DEI PENSIERI


Questo aspetto dell’allenamento mentale è forse il più complesso da allenare e richiede quindi maggiore dedizione. Gestire i propri pensieri significa “parlare a se stessi” e di conseguenza implica lo sviluppo di un rapporto positivo con se stessi. Questo, per uno sportivo, significa imparare a non svalutarsi nelle sconfitte, ma individuare i propri punti di forza e di debolezza oggettivi e saperli affrontare consapevolmente durante gli allenamenti quotidiani per saperli gestire nelle occasioni importanti, durante le competizioni. Esempio: un giocatore di basket si trova a tirare gli ultimi due tiri liberi di una importante partita: se è allenato ad un dialogo positivo con se stesso penserà che deve concentrarsi sul gesto e sull’ effettuarlo nel miglior modo, in caso contrario il risultato sarà che penserà all’ ansia e al fatto che la partita dipende da lui e questo lo porterà più facilmente a sbagliare, poiché distoglierà le sue energie mentali dalla concentrazione sul gesto. Un dialogo positivo con se stessi determina una condizione psicologica migliore, che consente prestazioni più efficaci.

4 - IMPARARE DALL’ ESPERIENZA
Sembrerà scontato ma non lo è e non tutti lo sanno fare! Non tutti sono abituati a pensare al perché hanno fallito o hanno sbagliato in una certa occasione, ma risolvono la sconfitta o la brutta prestazione scaricando la colpa su altri o semplicemente cercando di buttarsi il tutto dietro le spalle. Bè nulla di più sbagliato! Ovviamente non sto dicendo che dopo una sconfitta o una prestazione deludente ogni sportivo debba passare intere giornate interrogandosi sul perché e sul cosa sia andato storto, ma semplicemente questa abilità consiste nell’imparare ad analizzare criticamente la propria prestazione, individuare gli aspetti positivi e i gesti corretti (aumentando così il proprio senso di autoefficacia, in parole povere il senso di sentirsi bravi e capaci di fare qualcosa) e successivamente quelli sbagliati, per concentrarsi soprattutto su quelli negli allenamenti successivi. Si potrebbe definire questa abilità come una riflessione razionale su quanto svolto, per valorizzare le abilità apprese e corrette e individuare i punti di debolezza, sia legati all’allenamento sia alla gestione psicologica della competizione.

Ovviamente queste 4 abilità sono correlate e vanno sviluppate e allenate insieme, quotidianamente e anche senza l’aiuto di uno psicologo si possono ottenere buoni risultati, anche se rimane la regola che ogni atleta è una persona a se stante e andrebbe valutato assieme ad un professionista un percorso di allenamento mentale adatto alle diverse esigenze e alle diverse esperienze di vita.

http://azzurroacqua.wordpress.com/


martedì 4 dicembre 2012

Mens Sana in CORPORATE Sana: di Luca Isabella


LA PIU' IMPORTANTE - E GRATUITA - RISORSA PER AFFRONTARE LA CRISI ED ATTIVARE LA CRESCITA

La scorsa settimana ho avuto il piacere di approfondire l'energica e dettagliata breve analisi di Isabella sulla "Salute Organizzativa". Un piccolo e simpatico E-book che affronta in maniera schietta e realistica quanto al giorno d'oggi influenza l'andamento di molte imprese : il clima aziendale, lo stile di management e la condivisione degli obiettivi.

Vi riporto qui di seguito un brevissimo stralcio, che susciterà sicuramente la curiosità e la volontà di approfondimento del Libro ma attenti ..... per qualcuno potrebbe essere una bella doccia fredda !

"Furono attuati tagli per ridurre i costi,  sviluppate  iniziative di marketing,  ottimizzati  i servizi,  ma la situazione sembrava peggiorare  di giorno in giorno. L’impegno e il senso di responsabilità dei collaboratori erano in crollo verticale e ognuno agiva essenzialmente. Con questo non voglio dire che tali risposte “reattive” orientate al rigore non servano a nulla, intendiamoci: sono spesso utili per rispondere all’ emergenza. Tuttavia, se non si mantiene l’organizzazione sana e vitale, ogni prospettiva di crescita sarà fortemente inibita."


Link E-book "La Salute Organizzativa"

Buona lettura !

Silvia

sabato 1 dicembre 2012

COCA COLA: il nuovo spot è tutto Made In Marche !


Ebbene si, le eccellenze marchigiane si sono nuovamente distinte per creatività artistica ed innovazione : due registi italiani di San Benedetto del Tronto hanno vinto un contest mondiale indetto da Coca Cola grazie allo  spot da loro realizzato, "A guitar Hero"
Si tratta di  Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia, che con 60 secondi hanno conquistato uno dei più noti brand a livello mondiale, con una clip che sta avendo un enorme successo su Facebook e Youtube che è partita in soli tre giorni con più di 10.000 visualizzazioni.
150 sono stati i concorrenti che a livello Mondiale hanno inviato i loro progetti al sito eYeka, per raccontare una storia di cambiamento forte e di impatto emotivo ed umano, che doveva poi chiudersi con il claim "Be the Change" (sii tu il cambiamento). Non solo l'idea ma la realizzazione è stata effettuata nelle Marche: il videoclip è stato infatti girato in un locale Sanbenedettese, "Il Rat Pack" con due ore di riprese ed un cast di attori non professionisti , in una fredda serata di febbraio prima di una grande nevicata.
A tutto questo si aggiunge anche la colonna sonora, realizzata da un compositore umbro ed adattata appositamente per lo spot da Fabrizio Brugnera.
Emozionante ed Incredibile !
Written and directed by Giacomo Cagnetti and Rovero Impiglia
DOP: Giacomo Cagnetti
Editing and post-production: Giacomo Cagnetti and Rovero Impiglia
Music: Fabrizio Brugnera
Make up: Ghisce C

Cast: Giancarlo Fagotti, Tania Capecci, Ghisce C, Vittorio Poloni, Domenico Di Quirico

Thanks to: "The Rat Pack", Vittorio Poloni, Giovanni Pompei, Massimiliano Quondamatteo, Alessandro Troiani, Marco Bruni, Dario Ciavaroli.

mercoledì 28 novembre 2012

PERSONAL BRANDING duepuntozero !

E' ormai una definizione che sentiamo ripetere da tempo, ma l'analisi approfondita del fenomeno è ben più completa e complessa di quanto possa sembrare. Avere un bel Blog con centinaia di contatti e migliaia di lettori, ottimo profilo di linkedIn, presenza su Twitter ... poi ?
Che cosa manca ?

L'Obiettivo ! Ecco che cosa manca: sapete esattamente cosa comunicare e come ? Siete sicuri di dare di voi l'immagine che volevate condividere con il mondo intero ? 

E' vero che il marchio ovvero l'azienda o l'organizzazione per la quale si lavora può essere un ottimo biglietto da visita, ma ricordate che esiste anche il contrario: la fortuna di avere nella propria organizzazione talenti riconosciuti e manager stimati, saranno loro a dare un imprinting da non sottovalutare all'azienda. Questo conterà ancora di più nel caso di azienda di servizi o consulenza: è con i valori che si fà la differenza, non con le competenze.

L'autenticità è l'elemento maggiormente premiante: è vero che si può costruire la propria reputazione, soprattutto con gli attuali mezzi di comunicazione e con la facilità nell'utilizzo degli stessi, ma prima o poi la sostanza che contraddistingue la vostra professionalità dovrà essere messa in campo. Si può anche influenzare la percezione, questo lo affermo in maniera positiva: non parlo di manipolare informazioni e di strumentalizzare i mezzi ma le potenzialità che abbiamo per far si che il messaggio che navighi in rete sia quello corretto, quello reale e voluto, sono infinite.

Riporto un principio che reputo fondamentale e condivido rispetto a quanto dichiarato da Luca Isabella : il principio della generosità. Dare per primi, sacrificare minuti preziosi della nostra giornata per rispondere, chiarire, suggerire, informare, dare spunti preziosi non ha prezzo e quando si riceve (e vi assicuro che non accade poi così raramente), ringraziare.

Un altro elemento di rilevante importanza è il sapersi distinguere: curare il contenuto delle vostre dichiarazioni, privilegiare la qualità alla quantità, fare emergere appunto i valori che vi contraddistinguono voi, esattamente voi e non altri, sarà questa la visione vincente del vostro brand. Come ? Bene, riporto il consiglio di Giovanni, un caro amico e collega che mi suggerì una semplice azione : prima di pubblicare, inviare, dichiarare o quant'altro vi venga in mente di fare, fermatevi un attimo congelate il post o chiudete in bozza la @mail, dedicatevi a tutt'altra attività e solo dopo un lasso di tempo congruo riaprite il messaggio e rileggetelo, vi assicuro che ne cambierete i termini alleggerendo o forzando il contenuto in base alle reali esigenze (e non al primo istinto). Provate ed apprezzerete immediatamente il risultato.

Poi al contenuto reso perfetto con più ritocchi - se necessari - aggiungete un buon personal branding ovvero il vostro packaging : immagine, contatti, rete  a supporto, reputazione, social network ed il gioco sarà fatto. Ricordate però che ogni social network ha il suo linguaggio, le sue tematiche la sua tipologia di utente, farete quindi un buco nell'acqua se - dopo tanto lavoro - il mezzo di comunicazione utilizzato sarà quello sbagliato !

Ultima raccomandazione: prima di provare con una qualsiasi strategia on line prendete un foglio di carta e disegnate la vostra strategia di personal branding identificando in primis il vostro obiettivo.

Be Yourself !


Silvia Cingolani
Mondo HR Marche

domenica 18 novembre 2012

ISTAO: Leadership e Gestione Risorse Umane in chiave energetica

Ancora uno degli eventi ISTAO che merita una particolare segnalazione da parte di MONDO HR MARCHE: "Leadership e Gestione delle Risorse Umane in chiave energetica" previsto ad Ancona per il prossimo venerdì 23 novembre 2011, dalle ore 17:30.

Il seminario esperienziale affronta i seguenti temi:


la natura energetica dell’essere umano (un modello energetico per l’essere umano; utilizzo ed espressione del potenziale  
individuale)
le organizzazioni in chiave energetica (un modello energetico per le oganizzazioni e i gruppi; sensemaking, accordi, credenze
e idee; aree di comfort energetiche e resistenze al cambiamento)
la gestione delle risorse umane in chiave energetica (energia, potenziale e performance; integrazione tra funzioni; formazione e sviluppo)
leadership ed energia (sviluppare la leadership attraverso la consapevolezza dell’energia)

Massimo Borgatti


Presidente di Esperio srl. Ingegnere  gestionale esperto in sviluppo manageriale e strategie organizzative.
Da oltre 15 anni studia e sperimenta (in prima persona e su gruppi) le teorie “energetiche” provenienti da tutto il mondo con particolare focus sulle tradizioni sciamaniche sudamericane. Autore di  "SCIAMANAGER", la via energetica alla leadership, tra sciamanismo e management” 2011, ed. Il Punto d’Incontro

La partecipazione all’ incontro è gratuita. 
Informazioni dettagliate e modalità di adesione:
www.istao.it/leadership_hr/