martedì 2 ottobre 2012

LA COMPETIZIONE: "quando vincere è l'unica cosa che conta"



di Eleonora Reverberi 

Le Olimpiadi, terminate da un mesetto ma ancora fresche nelle nostre menti, sono un contesto sportivo in cui la pressione agonistica dovuta alla necessità di gareggiare con campioni dei massimi livelli si fa sentire con intensità particolare su ogni atleta, sia quello che vive la sua prima Olimpiade, sia il “veterano”. Lo si legge in ogni intervista che gli atleti, italiani e non, hanno rilasciato prima di partire per la City e lo si riscontra anche guardando le gare: chi meglio sopporta questa pressione ha risultati migliori. Ma, ci potremmo chiedere, cos’è la competizione in sé? E l’istinto competitivo si può sviluppare? Vediamo insieme di fare chiarezza su questo tema.

Innanzitutto, la COMPETIZIONE è un fenomeno presente in ogni contesto sociale: è definita come la pressione a raggiungere un certo obiettivo/risultato, che un individuo sviluppa verso altri individui, che ritiene al suo stesso livello di preparazione fisica, tecnica, cognitiva o conoscitiva. La competizione è un tratto fondamentale dell’uomo, pensiamo ad esempio alla teoria sull’origine dell’uomo di Darwin. Alcuni penseranno che è datata, invece è di estrema attualità e ci consente di comprendere che senza competizione, senza volontà di sopravvivere, di sfuggire ai pericoli che la natura e i predatori costituivano per l’uomo, senza la tendenza a adattarsi ai cambiamenti l’uomo stesso non sarebbe potuto sopravvivere. La nostra esistenza oggi è ben diversa, l’uomo ha eliminato i pericoli che potrebbero causare la sua scomparsa dalla Terra e contemporaneamente ha creato nuovi scenari competitivi: lo sport in primis, ma anche il mondo del lavoro.

La COMPETITIVITA', invece, è la disposizione individuale a impegnarsi a fare del proprio meglio per prevalere sugli altri; in poche parole, lo sforzo che l’atleta fa per vincere ma che non necessariamente si sviluppa in ogni atleta. Ci sono atleti che la sviluppano di più di altri. Ciascun atleta dunque ha un proprio livello di competitività, che solitamente è molto più elevato negli sportivi professionisti rispetto che nelle persone “comuni” e agli atleti amatori, poiché possiamo dire che lo sport professionistico è uno dei mondi in cui “per essere qualcuno devi vincere”; di conseguenza lo sportivo deve anche essere allenato a essere competitivo, a voler prevalere rispetto agli altri. Un altro mondo caratterizzato di fortissima competitività è quello del management: il manager migliore è colui che sa sopportare la pressione e lo stress, governare le emozioni, soprattutto quelle negative come l’ansia, la rabbia, la tensione e nello stesso tempo sa gestire la comunicazione delle sue decisioni agli altri, anche quando queste non sono piacevoli.

Posto che per gli atleti è fondamentale essere competitivi è bene ricordare che altre due dimensioni specifiche della loro personalità sono: l’orientamento al compito e l’orientamento alla vittoria. 
Il primo indica la volontà di migliorarsi e di migliorare le proprie prestazioni, indipendentemente dalla vittoria; il secondo invece indica la volontà assoluta di primeggiare sugli altri. 

Ovviamente questi aspetti possono essere presenti in misura differente nei diversi atleti e potremmo dire che una commistione di “competitività/ impegno a dare il massimo”, “orientamento al compito/ miglioramento delle proprie prestazioni” e “orientamento alla vittoria” da origine alla prestazione perfetta, non irraggiungibile ma sicuramente privilegio di pochi campioni. Questi di sicuro sanno gestire la pressione agonistica in sfide in cui sanno bene che l’avversario è esattamente al loro livello di capacità, ma la differenza tra i due viene fatta dalla mente, dalla capacità di gestire la pressione, le proprie emozioni, di pensare attimo dopo attimo, anziché pensare solo all’obiettivo finale della vittoria.

Eleonora Reverberi

domenica 16 settembre 2012

LA GESTIONE EFFICACE DEL PROCESSO DI SELEZIONE - 18 settembre 2012

"Strategie per trovare ed inserire persone giuste"  
PESARO 18 settembre 2012 - Hotel Savoy


Scenario economico e ruolo strategico del comparto Risorse Umane sono elementi direttamente proporzionali tra loro: l’attuale contesto che gravita attorno al mercato del lavoro pone nuove sfide ai Direttori del Personale, richiedendo a quest’ultimi competitività, flessibilità e governance della complessità in un momento di cambiamenti incisivi e incertezza a livello contrattuale circa le nuove assunzioni.


Proprio perché sono le persone che costituiscono la struttura portante di qualsiasi impresa, la funzione HR deve essere sempre allineata al business aziendale, focalizzandosi sulla gestione a più alto valore aggiunto delle proprie persone, in special modo il mantenimento di un controllo interno sull’attività di definizione e potenziamento delle competenze nonché l’attivazione di una corretta modalità di selezione e inserimento di nuove figure al fine di evitare sprechi di tempo e potenziali situazioni di malcontento e resistenza, compito quanto mai complesso in un periodo in cui il mercato del lavoro è caratterizzato da insicurezza del posto di lavoro e normativa in costante cambiamento.

Knowità, attraverso questo incontro, intende esporre alcune tra le più conosciute e utilizzate tecniche e metodologie di un buon recruiting attraverso l’esperienza di autorevoli esperti del settore e di alcuni case study di successo, con l’obiettivo di presentare le fasi di un processo di selezione efficace volto ad evitare considerevoli errori durante il momento della scelta del candidato che possono comportare elevati costi di formazione, basso rendimento, alto tasso di assenteismo e rotazione del personale

OBIETTIVI:
- Quali sono le tecniche per individuare le persone giuste
- In che modo ottimizzare il processo di selezione, individuando i canali di ricerca più efficienti
- Presentare vantaggi e criticità nell’implementazione di un corretto processo di valutazione HR 
- Confrontarsi con colleghi di altre realtà aziendali

DESTINATARI:
- Amministratori - Imprenditori - CMO - Direttori/Responsabili Risorse Umane - Direttori/Responsabili Formazione - Direttori/Responsabili organizzazione e selezione - Accademici - Consulenti ed Esperti di Settore

PROGRAMMA:
http://www.knowita.it/website_objects/file/2012.09.18processodiselezione/gestione_efficace_del_processo_di_selezione.pdf

INVITI RISERVATI AI LETTORI DI MONDO HR MARCHE:
In virtù della Partnership attivata con Knovità ed in qualità di media Partner dell'evento, MONDO HR MARCHE mette a disposizione 10 INVITI GRATUITI ALL'EVENTO, se prenotati entro il 31 agosto ed attraverso il modulo specifico SCARICABILE DAL SEGUENTE LINK

MONDO HR MARCHE
di Silvia Cingolani


mercoledì 5 settembre 2012

"TERRAZZA LETTERARIA" - Jesi 13-16 settembre 2012

E' con enorme piacere che condivido con i lettori di MONDO HR MARCHE il prossimo evento Culturale che si svolgerà a Jesi dal 13 al 16 settembre 2012.

Nella Balconata della Piazza Federico II, giovedì alle ore 18:00 si aprirà l'evento con la presentazione dei numerosi appuntamenti delle serate, l'apertura del Caffè Letterario e l'esposizione dei libri.
Si proseguirà con la "Cena dello Scrittore" alla Taverna La Rincrocca e la presentazione di "Mezzogiorno dell'animo" e "La ragione nell'amore" - Edizioni Cleup.

Si proseguirà poi sino a Domenica con letture, approfondimenti e tanti incontri con gli autori.

Di seguito il programma delle serate ...... buona lettura !

Silvia 


 

sabato 25 agosto 2012

"ACCADEMIA STRUMENTALE"

Teatro Moriconi, Jesi
Sabato 1° settembre 2012

Il Teatro Studio Valeria Moriconi – inaugurato nel maggio 2002 – è ricavato all'interno dell'ex-chiesa conventuale dedicata fin dal XII sec. a San Floriano, compatrono della comunità civica jesina, e già "teatro", il 4 maggio di ogni anno, della presentazione del Palio da parte dei Castelli di Jesi in segno di sottomissione alla città. Per questa chiesa Lorenzo Lotto realizzò le splendide opere ora nella Pinacoteca Civica. La nuova destinazione teatrale, su progetto dell'architetto milanese Italo Rota, coglie e valorizza la suggestione scenografica dell'impianto barocco della chiesa, attraverso una sorta di scenografia teatrale permanente, dal design contemporaneo, funzionale e giocosa insieme.

Il Centro Valeria Moriconi si offre ai visitatori come laboratorio permanente, dotato di un consistente fondo documentario sull'attrice jesina: non solo documenti di archivio, ma anche costumi e abiti di scena e una ricca raccolta libraria. Al tempo stesso è un suggestivo museo, dove l’allestimento – attraverso una selezione di foto, quadri, ritratti, bozzetti scenici, manifesti, costumi, documenti e video – invita ad entrare nella personalità dell’artista, accogliendo il visitatore negli spazi come un caro ospite in casa di Valeria.


Sabato 1° settembre alle ore 21:00 
si terrà il concentro 
"ACCADEMIA STRUMENTALE"

Musiche di H. Purcell, G.F. Haendel, W.A. Mozart
Violino: Anna Tifu

I Virtuosi Italiani: 
diretti da Corrado Rovaris ed una delle più promettenti giovani violiniste italiane, enfant prodige e grande virtuosa Anna Tifu in un programma che prevede brani di grande virtuosismo e la suite di danza Abdelazer di Purcell che rappresenta l'originale barocco, riutilizzato poi da Britten nel suo The Young Person's Guide to the Orchestra

Da non perdere !

MONDO HR MARCHE
di Silvia Cingolani

martedì 31 luglio 2012

LEADER E SPORT: Tutti per Uno, Uno per Tutti


Questa settimana ospite della rubrica "BlogInBlog", la Dott.ssa Eleonora Reverberi, laureata in scienze e tecniche psicologiche e Blogger di "Azzurroacqua" Psicologia e Sport, che ha dedicato a Mondo HR Marche una nuova recensione legata alla Psicologia, allo sport ed al mondo delle Risorse Umane, approfondendo la tematica sulla "leadership" in modo originale ed accattivante. 
Vi lascio il piacere di leggere il suo articolo.
Alla prossima, Silvia

LEADER E SPORT: TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI
di Eleonora Reverberi
http://azzurroacqua.wordpress.com/

In questi giorni olimpici sono soprattutto gli atleti ad essere al centro della scena, come è giusto che sia, dato che sono anni e anni che si allenano duramente ogni giorno per arrivare ai livelli massimi e competere in una Olimpiade. Ma è giusto ricordare che dietro a ogni grande atleta, e soprattutto una grande squadra, c’è sempre un buon allenatore, che solitamente riveste il ruolo del leader. Perché allora non scoprire qualcosa in più di queste figure di traino di cui gli atleti hanno tanto bisogno?
Julio Velasco, allenatore argentino che ha portato la Nazionale Italiana di Volley ai vertici della Pallavolo mondiale, disse: “La forza del lupo è il branco, e la forza del branco è il lupo”. Ciò significa che tra il leader e i suoi seguaci (che in linguaggio psicosportivo vengono chiamati  followers) è necessario un legame di dipendenza reciproca in cui gli atleti hanno bisogno di fidarsi ciecamente del loro leader, affidandosi a lui nel modo più totale e da parte sua il leader deve rispettare questa fiducia portando i suoi atleti a raggiungere le loro massime potenzialità. 

Leader è “colui che guida, dirige, conduce”. A lui i followers assegnano l’autorità necessaria per svolgere questa funzione di guida, poiché essi riconoscono le sue competenze e la sua esperienza. Il leader è quindi colui che deve saper coniugare le sue conoscenze tecniche, acquisite in anni di studio, senza dimenticare la dimensione più umana del suo ruolo, quello di creare la squadra e tenerla unita, aiutarla a superare i momenti di difficoltà, le sconfitte, i conflitti inevitabili e necessari per la crescita personale di ciascun atleta e della squadra intera. Egli deve saper stabilire gli obiettivi e stabilire i passi necessari a raggiungerli, calibrandoli sulle capacità della squadra intera, non sulle capacità del “più bravo”; deve saper riconoscere le potenzialità di ognuno e sfruttarle nel modo più funzionale per la riuscita del gioco della squadra, ricordandosi sempre di non sminuire ma di valorizzare ogni suo atleta. 

Sono state svolte molte ricerche per rispondere alla famosa domanda: “Come deve essere l’allenatore/leader migliore?”. Risposta (molto psicologica!): dipende. Spiego questa mia affermazione. L’allenatore migliore, soprattutto da un punto di vista psicologico, non esiste perché tutti gli atleti sono diversi tra loro e di conseguenza dalla loro unione hanno origine squadre ben diverse, che danno vita a dinamiche di gruppo differenti. Non bisogna dimenticare che il contesto entro cui si creano queste squadre (la Società sportiva) ha i suoi obiettivi (amatoriali o professionistici), le sue disponibilità economiche e fisiche ad investire sulla squadra, la sua visione dello sport (la vittoria o la partecipazione), per cui anch’essa ha una importante influenza sulla squadra. Infine importantissima è la variabile genere: femmine e maschi hanno bisogno di leadership diverse, le prime più focalizzate su una gestione “democratica” della leadership, mentre i maschi preferiscono un comportamento più “autocratico”. Di sicuro c’è che entrambi i generi, indipendentemente dall’età e del livello agonistico a cui si trovano, preferiscono leader/allenatori che sappiano correggere gli errori spiegando come migliorarli e contemporaneamente sottolineare i punti di forza e i gesti corretti.
Il buon allenatore deve saper tenere conto di tutte queste variabili e comportarsi di conseguenza, cercando di trarre il meglio dai suoi atleti e nello stesso momento creando in loro la motivazione a fare meglio, utilizzando leve tecniche quanto emotive.

Eleonora Reverberi


venerdì 27 luglio 2012

IL METODO DEL COACHING NELLO SPORT - di Riccardo Zuccaro

di Riccardo Zuccaro

Con l’approssimarsi delle ferie ed in piena stagione estiva, voglio dedicare uno degli ultimi post pre ferie (anche R.U. e dintorni andrà in vacanza per tre settimane ad Agosto) al metodo del coaching applicato allo sport. Amo lo sport e la mia militanza agonistica in squadre di basket, unitamente al karate e al pugilato stanno a testimoniare che conosco bene che tipo di sensazioni si innescano all’interno di un agonista, quando si prepara per raggiungere determinati risultati sportivi;l’essere un coach professionista mi permette di aiutare squadre ed atleti a far si che gli obiettivi prefissi vengano raggiunti.

Timothy Gallwey,  http://en.wikipedia.org/wiki/Timothy_Gallwey uno dei padri del coaching ed in particolare del metodo del coaching applicato allo sport, nel suo famosissimo testo “The inner game of tennis” dice: “L’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete“; la funzione e l’importanza del coach nello sport è tutta racchiusa in questa frase.
Il Coach è di supporto in questo allo staff tecnico; l’allenatore sportivo che, riprendendo un brano di Luca Stanchieri (coach professionista e Past President di AICP Associazione Italiana Coach Professionisti) in cui parla di Coaching sportivo, chiamerò trainer per distinguerlo dal coach, allena i muscoli, insegna la tecnica, pianifica, controlla e valuta l’allenamento, il coach invece segue la preparazione mentale dell’atleta (e/o della squadra) aiutandolo a gestire al meglio lo stress, la determinazione mentale, focalizzandosi sull’obiettivo; di conseguenza un allenamento per essere veramente completo al 100% deve essere composto da training più coaching.
Per far capire ancora meglio come il coach non sia un antagonista del trainer ma un suo supporto nella gestione dell’atleta, riporto integralmente la tabella di Stanchieri ispirato a sua volta da Weineck ed il suo “L’allenamento ottimale“, in cui evidenzia le differenze tra training e coaching:
Training (allenamento)
Coaching
L’allenamento si utilizza nella preparazione
Il Coaching si riferisce alla intensità mentale della preparazione e alla gara.
L’obiettivo dell’allenamento è lo sviluppo della prestazione fisica
L’obiettivo del Coaching è l’estrinseca della prestazione ottimale soprattutto in termini emotivo e mentali.
L’allenamento si orienta al compito e alla prestazione
Il Coaching per prima cosa ha al centro l’atleta
L’allenamento è l’aspetto centrale della preparazione ed include il Coaching
Il Coaching è un settore parziale dell’allenamento
L’allenatore è il leader dell’allenamento e si avvale del coach per ottimizzare il programma di allenamento e la sua estrinsecazione in gara
Il coach è un partner dell’allenatore e ne riconosce il ruolo di leader


Sono ancora pochi in Italia gli atleti che fanno uso di un coach professionista e sono ancora meno le squadre, di qualsiasi sport si parli cosa diversa dagli USA. Se prendiamo il basket, sport che conosco molto bene, in Italia solo l’Olimpia Milano si avvale di un coach inserito a tutti gli effetti nello staff che vede tra gli altri il mio amico Alberto “Lupo” Rossini in qualità di assistant coach di Sergio Scariolo.
Parlavo di squadre perchè il coaching, come dicevo, oltre ad essere utilizzato per il singolo atleta è particolarmente indicato anche per la gestione delle dinamiche di team. Rende forte, coesa e determinata la forza mentale del gruppo; una squadra è tanto più forte quando è composta da persone indipendenti che riescono ad interagire al meglio completandosi l’un l’altro (cosa applicabile anche ad un gruppo di lavoro in azienda); se tutti si trovano nella posizione giusta al momento giusto impegnandosi gli uni per gli altri il potenziale della squadra diventa di molto superiore alla somma del potenziale dei singoli giocatori. Può sembrare una banalità ma vi assicuro che così non è, troppo spesso ci si affida al/ai fenomeni singoli tralasciando gli altri componenti del team, anche se si hanno due o tre “stelle” in squadra non è detto che si ottengano i risultati volutiUn team composto da giocatori di valore medio che cooperano tra loro è in grado di superare di molto le prestazioni di uno o più giocatori di alto livello. Un esempio proprio nel basket USA: i Los Angeles Lakershanno al loro interno un giocatore che ad oggi è il più forte in assoluto nella lega Kobe Bryant ed un ottimo giocatore come lo spagnolo Pau Gasol eppure, sono stati eliminati al secondo turno dei playoff dai Thunder che a livello individuale sono più deboli ma hanno sempre giocato come una squadra e sono stati la rivelazione del torneo.
Questo può fare la forza del gruppo ed il coach è lo strumento migliore per formare una squadra dal punto di vista mentale per far si che si possa passare dall’IO al NOI. Prendendo sempre spunto dal testo di Stanchieri, il processo di formazione della squadra passa attraverso quattro fasi:
Fase della formazione: dove i membri della squadra si orientano e comprendono quale debba essere il comportamento nei riguardi dell’allenatore e degli altri membri del gruppo.
Fase del conflitto: si sviluppa un clima di ostilità verso altri membri del gruppo e/o verso il leader (quello che è accaduto proprio nei Lakers) per la mancanza di strutturazione e per la resistenza alla struttura stessa.
Fase della strutturazione: i membri del team si accettano vicendevolmente e sviluppano norme nei confronti dei quali tutti si sentono impegnati.
Fase di identificazione con la squadra: i membri del team accettano il loro ruolo e lavorano per raggiungere i fine preposti.
In conclusione il Coaching sportivo è un grande supporto per il raggiungimento degli obiettivi di ogni singolo atleta e squadra, consente di arrivare alla gara in pieno “stato di flow” che si caratterizza da una stretta combinazione fra obiettivi sfidanti e skills acquisiti che portano alla massima concentrazione e focalizzazione sulla performance, conduce inevitabilmente al raggiungimento del risultato prefissato.

Alla Prossima !
Riccardo Zuccaro

mercoledì 25 luglio 2012

"NIRS" al SALESI: consegna ufficiale grazie ai fondi raccolti

Dopo cinque mesi di spettacoli, ospitati in nove città di tutta la Regione, la nona edizione dei "Concerti Aperitivo del Carlino" ha vissuto il suo momento clou: nella sala del Rettorato dell'Università Politecnica delle Marche, è stata consegnata ai rappresentanti dell'Ospedale pediatrico Salesi l'attrezzatura acquistata grazie alle offerte che migliaia di Marchigiani hanno fatto in occasione dei quattordici eventi in cartellone.

La maratona della solidarietà è ormai arrivata al nono anno: quella dei "Concerti Aperitivo" è ormai da anni una storia di successo (Marco Pacetti - Rettore).

MONDO HR MARCHE
di Silvia Cingolani


sabato 21 luglio 2012

Ospite del Blog "RU e Dintorni" di Riccardo Zuccaro per affrontare il tema della Valorizzazione delle Risorse Umane

Questa settimana, ospite di "RU e Dintorni" il Blog di Riccardo Zuccaro, Business e Sport Coach oltre che Consulente di Outplacement, nel quale si affronta il fondamentale tema della "Valorizzazione delle Risorse Umane", grazie allo specifico invito nell'approfondire tematiche, spunti e metodi.

RU E DINTORNI :

"Con grandissimo piacere ospito, ricambiando la cortesia, all’interno di RU e dintorni un post scritto dalla carissima amica e collega Silvia Cingolani HR Manager GDO Canale Ipermercati ed autrice del blog Mondo HR Marche che molto gentilmente ha ospitato quanche mese fa anche un mio pezzo. Le ho chiesto se aveva piacere di scrivere qualcosa sulla Valorizzazione delle Risorse Umane, un tema che ritengo debba essere sempre più centrale in azienda, ma che invece spesso, troppo spesso, è lasciato ai margini o sventolato più come una bandiera per attirare talenti ma poi lasciato a margine rispetto ad altro; ecco il pezzo di Silvia":


C’è solo una cosa chiara e semplice da dire: la vera differenza in una azienda indipendentemente dalla sua natura commerciale o produttiva che sia è la risorsa umana, soprattutto poi se siamo nel campo dei servizi.
E’ vero che per rispondere alle esigenze di mercato organizzative e strategiche, le Aziende sono oggi costrette a reinventarsi ogni giorno, a mettere in campo tutte le forze possibili ed a tentare pianificazioni che prevedano nel minimo dettaglio ogni possibilità di contenimento costi e massimizzazione dei profitti, ma tutto ciò che rende possibile questo è essere certi che le persone che operano quotidianamente per noi siano interpreti ed attori principali del processo di cambiamento.
Come ?
Valorizzare le competenze e le esperienze ovunque esse siano
Dare sfogo alla creatività dei singoli, mantenendo chiari obiettivi e perimetri
Creare gruppi di lavoro e spirito di squadra
I ruoli nel dettaglio ?
Creare senso di appartenenza (questo spetta all’imprenditore, non si discute !)
Far emergere un forte spirito imprenditoriale (questo spetta a voi, non si discute !)
Motivare (per quanto meravigliosa sia l’auto motivazione, per me un  bel 50 / 50 ci stà)
Gli attori principali : “Il Clima
Quello che lega complessivamente gli elementi di cui sopra è il clima, ovvero il saper lavorare insieme, discutere propositivamente, supportarsi vicendevolmente ed essere fonte di stimolo innovativo, in un percorso complessivamente volto al bene individuale e nel contempo comune.
Gli attori principali : “L’Ascolto
Non significa solo accogliere le informazioni ma essere talmente elastici da accogliere richieste ed idee anche da parte di chi ci sembra così lontano dai nostri standard (ed è proprio questo il bello). Sapere ascoltare significa sapere “percepire” ogni minimo segnale: se non siamo così sensibili da percepire i sussurri, saremo poi costretti ad udire le grida, e vi assicuro che in quel momento sarà sempre troppo tardi.
Gli attori principali : “Le Competenze Distintive
Tutte le aziende devono costantemente monitorare le competenze delle persone, il loro sviluppo ed accrescimento, la loro posizione all’interno dell’azienda. Le imprese cambiano nel tempo le loro strategie e gli uomini cambiano ancor più velocemente, spinti da elementi interni ed esterni l’Azienda.
Gli attori principali : “L’Azione
Reagire il più velocemente possibile, armonizzare tutti gli elementi di cui siamo a conoscenza e dare un segnale forte di cambiamento.
Le risposte organizzative ai bisogni delle persone nelle organizzazioni possono essere di varia natura, diciamo che dando per scontate le risposte primarie a sussistenza e sicurezza (vero è che di questi tempi scarseggiano anche queste, ma si tratterebbe di affrontare un argomento totalmente differente) le aziende dovrebbero quotidianamente tentare di raggiungere uno stile direzionale partecipativo, condividere i principali valori aziendali, costruire gruppi di lavoro e progetti che rendano l’individuo parte ad una squadra.
Ancora un passo avanti: costruire sistemi e metodi di valutazione delle performance, assegnare obiettivi, sostenere attivamente percorsi di crescita interna piuttosto che il ricorso a nuove risorse esterne, per arrivare poi ad una totale partecipazione attiva ai risultati aziendali ed al mantenimento di un clima coinvolgente e stimolante.
Per fare tutto ciò occorre però immancabilmente un sostegno, ovvero un vero e proprio imprenditore illuminato capace di innovare ed al contempo delegare e nelle aziende di media grande dimensione una linea di Management compatta e ben allineata verso gli obiettivi aziendali.
Silvia Cingolani

HR Manager”

Non posso che accodarmi e sostenere in toto quanto affermato da Silvia, di cui ho apprezzato molto il mettere in gioco non solo la persona ma anche la proprietà/management dell’azienda, attivare un processo di valorizzazione che metta il focus solo sul lavoratore tralasciando compiti anche da parte dell’imprenditore significa creare un sistema zoppo in partenza che non porterà a nulla. Trovo particolarmente stimolante il concetto espresso da Silvia dell’Ascolto e la metafora che ne ha tratto tra sussurro e grida, bene anche qui lasciatemi dire che troppo spesso si arriva alle grida pur avendo già individuato i sussurri ai quali, però, non viene dato il giusto peso.
Alla prossima e grazie ancora Silvia!!


venerdì 20 luglio 2012

"SPEZIE - Dove la vita batte a colori" : serata con l'autore Marco Pozzi

MONDO HR MARCHE è lieto di estendere a tutti i lettori, l'invito per il 24 luglio p.v. a Jesi, dalle ore 21:30 per una serata speciale.

Una serata veramente molto speciale: il Dott. Marco Pozzi, cardiochirurgo pediatrico ed in questa speciale veste anche fotografo, incontrerà tutti gli appassionati di fotografia e tutti i visitatori che in questi giorni hanno avuto il piacere di visitare la mostra "Spezie - Dove la vita batte a colori", per approfondire il racconto delle meravigliose immagini scattate, e delle lontane terre visitate.

L'idea della mostra e del libro è stata sostenuta da molte aziende, professionisti, istituti bancari ed anche dai Rotary Club del Distratto 2090: raccoglieranno - grazie alla pubblicazione del libro della mostra- aiuti per il progetto "VITA NOVA", per la realizzazione di un reparto di cardiochirurgia infantile nello Zambia.

Immagini uniche, emozionanti piene di colori e di vita di terre lontane. 
CHIESA DI SAN NICOLO'
Corso Matteotti JESI
Martedì 24 luglio dalle ore 21:30


MONDO HR MARCHE
di Silvia Cingolani

mercoledì 18 luglio 2012

LA PROCEDURA DI CONVALIDA DELLE DIMISSIONI: Dal Blog "Diritto e Legislazione Sociale"

Entra in vigore in data odierna - 18 luglio 2012 - la nuova Riforma sul Lavoro 2012. Molteplici gli articoli in vigore da oggi, di altri l'entrata in vigore viene posticipata al 1° gennaio 2013.

Mondo HR Marche in collaborazione con "Diritto e Legislazione Sociale" condivide un approfondimento su di una delle tematiche più discusse e problematiche proceduralmente parlando: la convalida delle dimissioni da parte di un lavoratore dipendente.

Alleghiamo qui di seguito il link all'approfondimento completo: